(ci) esistono libri forzieri magici che ordinano e conducono – combinazioni magiche – motore…
QUI
il pdf dell’ interessante recensione di Pietro Citati:
“GIORGIO MANGANELLI UNA PALUDE ABITATA DA DIO”
apparsa su La Repubblica il 19 novembre 1996
(ci) esistono libri forzieri magici che ordinano e conducono – combinazioni magiche – motore…
QUI
il pdf dell’ interessante recensione di Pietro Citati:
“GIORGIO MANGANELLI UNA PALUDE ABITATA DA DIO”
apparsa su La Repubblica il 19 novembre 1996
[19 agosto 1945] Il problema dell’ essere e non-essere, dell’ infinità e dell’ eternità, del caso e del destino, individuo e collettività, essere e divenire, e così via, sono espressioni delle nostra incapacità di ‘pensare’ nella quarta dimensione, cioè entelechialmente. Il dissipamento dell’ i l l u s i o n e è appunto un ampliamento della coscienza in una nuova ‘ dimensione ‘ che annulla le particolari categorie a cui l’ uomo è d a p p r i m a legato.
“Nell’ organismo umano le corrisponde il sistema della nutrizione. Neurologicamente, il riflesso: mentre all’ animale corrisponde il sistema vascolare e l’ azione istintiva. Psicologicamente la pianta corrisponde allo stadio prenatale, caratteristico per la sua mancanza di indipendenza. Trasfigurata dalla presa di coscienza, diventa mandala-pianta. quale intuitivo, pio, sottomesso, consapevole vissuto e organico inserimento nella legge cosmica, che è corso circolare: mentre la pietra preziosa come mandala rappresenta lo statico essere di per se stesso dell’ assoluto, che nulla più muove, la compiuta “immersione” nel Tutto quale esperienza di sensazione. Nel regno animale la funzione dominante è il sentimento, che ha per base gli strati precedenti. Questi per così dire offrono il materiale. L’ animale, sospinto da piacere e dolore, amore e odio, è destinato a cercare la propria via nella vita, l’ alimento per mantenersi, la propagazione per durare, cose che nella pianta avvengono vegetativamente, passivamente, dettate dallo svolgimento del tempo, all’ opposto del minerale dove la causalità è regolata dal caso.” [segue]
pagg. 75-76
opera di Emilio Merlina dopo il viaggio nel/insieme al mio testo. grazie.
[...]
la bibliotecaria ha pendici di sfatta seta
il libro che mi porta le balla tra le mani
sulla copertina un bue e uno spaventapasseri
il barman poggia tuorli d’ uovo nel vuoto
stelle di legno cucinato i miei foglietti-ricordo
la prossima fata che soddisfi pago pegno
alla carta gialla d’ orologio fato che
non
fata
sono
[...]
nota: chi desidera apprezzare meglio l’ immagine può cliccarci sopra. grazie
[19 agosto 1945] Il problema dell’ essere e non-essere, dell’ infinità e dell’ eternità, del caso e del destino, individuo e collettività, essere e divenire, e così via, sono espressioni delle nostra incapacità di ‘pensare’ nella quarta dimensione, cioè entelechialmente. Il dissipamento dell’ i l l u s i o n e è appunto un ampliamento della coscienza in una nuova ‘ dimensione ‘ che annulla le particolari categorie a cui l’ uomo è d a p p r i m a legato.
“… bisogna essere visitati… inutile cercare le cose…”
“… si sente tutto questo… ma non c’è.”
(Carmelo Bene)
“L’ intuizione percepisce dunque l’ accadimento organico. Sa del seme, del fiore, del frutto, della morte e della rinascita. Conosce la legge della enantiodromia e della formazione e dello sviluppo nel tempo. Come funzione umana può perciò avere conoscenza del passato e del futuro, e in quanto spermenta il presente come punto di transito di entrambi, gli toglie in qualche modo, valore. Il presente è per essa soltando il punto di partenza per le relazioni di tempo, per qualcosa che è stato prima e sarà dopo. E la pianta stessa è tutta compresa in questa legge, sperimenta se stessa soltando sotto questa prospettiva: la sua contiguità nello spazio è contemporaneità (panta rei) – Ciò che è accostato ad essa si accorda a questo suo piano, essa lo può accettare oppure, se non si accorda, rifiutare. Questi sono la philia e neikos, ma appunto in modo riflesso, passivo e senza che essi diventino movimento esterno o interno (psichico). Immobile nello spazio essa è pia e sottomessa.” (segue)
pag. 75